Diario di un Cumbo alla ricerca di Djamar

Diario di un Cumbo alla Ricerca di Djamar
Diario di un Cumbo alla Ricerca di Djamar

I giorni che stiamo vivendo condizionano molto i giudizi sulle cose, le persone e la storia recente, specialmente in Italia.
La globalizzazione ha reso apparentemente vani gli sforzi per migliorare il genere umano, ma questa deve necessariamente essere considerata una fase dello sviluppo dell’Umanità.
Molti di noi pensano (e sono fermi nella loro posizione) che la sopraffazione come selezione della specie, sia l’unico sistema per affermare la propria esistenza e la propria individualità.
In definitiva è la via più semplice.
Molti invece credono che la corretta evoluzione sia proprio condividere con gli altri la propria esperienza umana, mettendola liberamente a disposizione, giusta o sbagliata che sia, in un confronto continuo, umile ma determinato al raggiungimento del bene comune, obiettivo principale della vita.
Chi come me ha creduto, attraverso il fascino dell’arte, della musica, della filosofia, della politica e della spiritualità, di perseguire scopi diversi dal semplice arricchimento esclusivamente materiale, può comprendere l’eterno conflitto ed il travaglio che porta a riconsiderare, giorno dopo giorno, le potenzialità del cammino umano.
Dare tutto per scontato non fa parte della mia natura e soprattutto non può soddisfare in alcun modo la mia sete di conoscenza.
Gli scaltri, i furbi, gli approfittatori, i corrotti, vanno ritenuti come il lato oscuro della nostra natura che deve essere riconosciuto e combattuto, perché dobbiamo imparare a considerarlo il ricordo di un passato lontano, che se non correttamente trattato, potrebbe tornare a condizionare il nostro futuro.
Il cammino è ancora lungo e accidentato ma vale sicuramente la pena di essere intrapreso e perseguito. Dipende solo da noi. (Segue)

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